Notizie dal Centro Camo, sulle attività della clinica e del dottor Lucio Buratto

Cataratta: quanto ne sanno gli italiani?

Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, con la certificazione Global Safe Site Excellence di Bureau Veritas contro il Covid-19

Sono stati resi noti alla stampa i risultati di un’interessante indagine condotta lo scorso aprile per stabilire il livello di conoscenza della cataratta tra la popolazione italiana. L’indagine, promossa da CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico – con il patrocinio dell’Università degli Studi dell’Insubria, ha coinvolto 1200 individui di età compresa tra i 50 ed i 75 anni. Tra di essi, anche alcuni pazienti affetti da cataratta o che si sono già sottoposti all’intervento. Un campione rappresentativo che è stato invitato a rispondere ad un breve questionario sulla patologia oculare. I risultati parlano chiaro: buona parte degli italiani ha le idee un po’ confuse su cause e sintomi della cataratta. Ma anche sui benefici offerti dall’intervento. Vediamo assieme, dati alla mano, cosa è emerso.

Cause e sintomi della cataratta: non solo invecchiamento

Abbiamo avuto modo più volte di discutere, sulle pagine di questo magazine, delle cause e dei sintomi della cataratta. Tuttavia, come emerso dall’indagine, non tutti gli italiani si avvalgono del web, dei social network, né della stampa per reperire le opportune informazioni. Ma piuttosto, e più comunemente, dell’oculista (40%), degli amici e dei parenti (21%). Riguardo le cause della cataratta, è opinione diffusa che esse risiedano in primis, e genericamente parlando, nell’invecchiamento (80% degli intervistati). In realtà a determinare l’esordio della patologia è solitamente un insieme di fattori concomitanti che vanno al di là del solo avanzare dell’età. Al contrario, riguardo i sintomi della cataratta, le opinioni non sono univoche: chi ha già affrontato la patologia tende ad avere le idee più chiare sulla sua sintomatologia. Tutti gli altri invece ritengono che la cataratta porti con sé un generale annebbiamento della vista.

Operazione di cataratta: anestesia e uso del laser, cosa sanno davvero gli italiani?

Il questionario proposto al campione rappresentativo prevedeva anche alcune domande in merito all’operazione di cataratta. Se è chiaro alla maggioranza che per eseguire l’intervento è sufficiente somministrare un anestetico per uso topico sotto forma di collirio (59%), sembra esserci invece un po’ di confusione in merito al ruolo degli strumenti laser. Di fatto, l’intervento di cataratta è una procedura chirurgica che nella stragrande maggioranza dei casi non prevede l’uso del laser. Un aspetto che sembra aver chiaro solamente il 6% degli intervistati. In pochi centri d’eccellenza è possibile avvalersi del laser a femtosecondi per eseguire le primissime fasi della procedura, ma questo non ha nulla a che vedere con l’uso che si fa degli strumenti laser in chirurgia refrattiva. Si tende, forse, a confondere e sovrapporre le caratteristiche degli interventi di chirurgia refrattiva con la procedura d’esecuzione dell’operazione di cataratta.

Aspettative vs realtà: qualcosa non torna

La chirurgia oftalmica offre soluzioni vantaggiose ed interessanti per una sempre più vasta gamma di pazienti. Questo vale sia con riferimento all’intervento di cataratta, sia per quanto riguarda la correzione dei difetti visivi. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che è quanto mai fondamentale che il paziente rimanga sempre ancorato alla realtà. Alla domanda relativa alle aspettative che si hanno verso l’intervento di cataratta, gli intervistati hanno risposto affermando in modo piuttosto univoco: da esso ci si aspetta un ritorno ad un tipo di visione nitida e precisa (57,9%). Di fatto il tradizionale intervento di cataratta restituisce un cristallino trasparente, ma non corregge i difetti visivi. E nemmeno la presbiopia, che spesso ci fa compagnia in età matura.

Indipendenza dagli occhiali e correzione dei difetti visivi: l’ultima frontiera dell’operazione di cataratta. Ma cosa ne sappiamo davvero?

Ancora, alcune domande facenti parte dell’indagine vertevano sui vantaggi offerti dall’intervento di cataratta. Non tutti gli italiani conoscono ancora le straordinarie potenzialità che l’intervento offre per come è concepito ed eseguito oggi. Il 40% degli intervistati è convinto che gli occhiali (da lontano o da vicino) andranno indossati in ogni caso anche dopo l’intervento. Al contrario, oggi la possibilità di avvalersi delle più moderne lenti intraoculari – come le lenti EDOF – consente di raggiungere una quasi totale indipendenza dagli occhiali. Ma anche di ottenere una qualità visiva ottimale praticamente a tutte le distanze, priva delle piccole controindicazioni tipiche di altre tipologie di lenti intraoculari. Un altro aspetto poco noto agli intervistati, che nel 52% dei casi non conoscono le potenzialità dei cristallini artificiali. Non si tratta, dunque, di risolvere una noiosa incombenza legata all’età, ma di sfruttare appieno la straordinaria opportunità di “riavvolgere il nastro del tempo” che oggi questo intervento dà.

Tempi d’attesa, paure e preoccupazioni

Infine, dall’indagine è emerso che gli italiani sono poco disposti ad affrontare lunghe liste d’attesa per sottoporsi all’intervento di cataratta (il 98% non sarebbe disposto ad attendere oltre i 12 mesi). E non solo: il timore di contrarre il Coronavirus potrebbe addirittura spingere molti di essi a soprassedere rispetto all’appuntamento con la chirurgia. Meglio dunque una struttura privata senza liste d’attesa e, perché no, con una certificazione importante “Covid-Free”, (come la Global Safe Site Excellence, conferita recentemente a CAMO) capace di offrire la giusta tranquillità nel momento di stendersi sul lettino operatorio.

Vuoi saperne di più?

Desideri conoscere più da vicino le caratteristiche e le interessanti potenzialità offerte dall’operazione di cataratta? Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191

Miopia: sintomi, cause, rimedi. Intervista al dott. Lucio Buratto

miopia sintomi - Intervista al Dottor Lucio Buratto - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La miopia è, tra i difetti visivi, quello più comune e più diffuso al mondo. Si può presentare in diversi momenti della vita e la sua origine risiede in una combinazione tra cause genetiche e cause ambientali. Nonostante si tratti di un difetto visivo ben noto ed ampiamente studiato dalla letteratura scientifica, negli ultimi 10 anni la miopia ha assunto quella che possiamo definire “una nuova connotazione”, strettamente legata agli stili di vita imposti dalla globalizzazione e, non ultimo, dalla pandemia da Coronavirus. Abbiamo rivolto qualche domanda sul tema “miopia, sintomi, cause e rimedi” al nostro direttore scientifico, il dott. Lucio Buratto.

Dottor Buratto, miopia di ieri, miopia di oggi. Quali sono le differenze? 

La miopia è un difetto visivo che porta a vedere con difficoltà gli oggetti posti in lontananza, perché le immagini sono focalizzate davanti alla retina anziché sulla retina stessa. Le primissime teorie sulle cause della miopia facevano riferimento soprattutto al suo carattere ereditario. Oggi, invece, si propende per una spiegazione che chiama in causa genetica e stili di vita. Dati epidemiologici alla mano, infatti, la miopia oggi sta assumendo i contorni di una vera e propria pandemia, specialmente tra i più giovani di tutto il mondo. La differenza non risiede nelle caratteristiche del difetto visivo, ma negli stili di vita moderni che predispongono alla sua insorgenza. 

In che modo gli stili di vita possono predisporci a sviluppare la miopia?

Le nuove tecnologie hanno permesso alle nostre vite di fare un salto di qualità non indifferente. Leggiamo, ci informiamo, lavoriamo, conduciamo persino la nostra vita sociale attraverso smartphone, tablet ed altri dispositivi elettronici. Questo vale in particolar modo per i cosiddetti nativi digitali, bambini che già da piccoli imparano ad usare videogiochi e tablet con notevole dimestichezza. Ma attenzione: più ore a video e meno ore all’aria aperta significa più probabilità di sviluppare la miopia, sintomi da affaticamento visivo ed anche cefalee ricorrenti. 

Dottore, perché stare all’aria aperta fa bene ai nostri occhi?

La luce solare regola la produzione di dopamina e di melatonina, inibisce l’allungamento del bulbo oculare tipico della miopia e favorisce il buon dell’andamento dei ritmi circadiani, ovvero di quel delicato meccanismo che promuove la corretta alternanza dei ritmi di veglia e sonno. 

Dunque anche lavorare in smart working o seguire lezioni scolastiche a distanza è un comportamento a rischio?

Se già negli ultimi anni del Novecento e nei primi anni Duemila la globalizzazione e la massificazione della tecnologia stavano portando ad un aumento del numero di persone affette da miopia, la pandemia da Coronavirus non ha di certo migliorato la situazione. La necessità di condurre la propria vita scolastica o lavorativa a video ha dilatato ulteriormente il numero di ore trascorse a video a scapito di quelle nelle quali l’occhio è impegnato in un altro tipo di visione. Uno stile di vita che predispone all’insorgenza ed al peggioramento della miopia, come confermato dalle statistiche e dalla letteratura scientifica.

Dottore, a proposito di miopia, sintomi e cure sono sempre gli stessi per tutti?

I sintomi della miopia includono la difficoltà nel vedere gli oggetti più lontani e la tendenza a strizzare gli occhi per mettere a fuoco. Ma anche una generale sensazione di affaticamento visivo e mentale e cefalee frequenti. Le cure sono invece diverse. Sottoporsi ad una visita oculistica accurata è il primo passo per valutare l’entità del difetto, la sua origine, il suo andamento e la sua stabilità. Ma anche per stabilire lo stato di salute visiva complessiva del paziente. In generale, comunque, possiamo affermare che oggi la chirurgia refrattiva può dare risposte molto interessanti e soddisfacenti ad una sempre più ampia gamma di pazienti, anche affetti da miopia elevata.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a vostra disposizione per qualunque quesito sulla salute oculare. E’ possibile prenotare una visita oculistica specialistica chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191

In cosa consiste la visita oculistica?

La visita oculistica è uno degli appuntamenti con la salute al quale è bene non mancare. Tuttavia, l’oculista è uno degli specialisti dei quali ci rammentiamo solamente quando il nostro apparato visivo si fa in qualche modo sentire, manifestando una ben precisa e per noi insolita sintomatologia. Altrimenti, quando ci sembra di stare bene e di vedere bene, tendiamo ad assimilare la visita oculistica al controllo della vista, cioè alla sola misurazione delle diottrie. Nulla di più sbagliato. Spendiamo dunque due parole su questo tema: in cosa consiste la visita oculistica? Perché è così importante? E per quale motivo è bene non mancare agli appuntamenti con la propria salute visiva?

In cosa consiste la visita oculistica

La visita oculistica è una visita medica condotta da uno specialista in possesso di una Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Oftalmologia. Il suo obiettivo è eseguire un controllo accurato dello stato di salute degli occhi.

Ecco in cosa consiste la visita oculistica:

  • anamnesi: un dialogo approfondito durante il quale lo specialista raccoglie un insieme di dati in merito alla storia clinica del paziente;
  • esame obiettivo: lo specialista osserva con attenzione gli occhi, i movimenti oculari e palpebrali del paziente;
  • esame della lampada a fessura: detto anche biomicroscopia, questo esame non è invasivo. Consente al medico di osservare l’occhio più da vicino. Potrà dunque osservare la sclera, l’iride, il cristallino e, con l’aiuto di speciali lenti, anche la retina e la testa del nervo ottico. Questa fase della visita oculistica è fondamentale per diagnosticare eventuali patologie oculari come retinopatie, cataratta, glaucoma ed altre;
  • autorefrattometria: è la misurazione delle diottrie. Consente di individuare la presenza dei difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo);
  • esame dell’acuità visiva: il suo scopo è quello di misurare la capacità dell’occhio di distinguere chiaramente le forme ed i colori e la prontezza nella messa a fuoco.
  • tonometria: è la misurazione della pressione oculare, fondamentale per la diagnosi del glaucoma ed imprescindibile laddove il paziente presenti familiarità con la patologia;
  • esame del fondo oculare: si tratta dell’osservazione delle strutture oculari che sono collocate in posizione posteriore rispetto al cristallino. Per eseguirla, è necessario somministrare qualche goccia di un collirio midriatico, che induce la dilatazione della pupilla. Si tratta di una procedura indolore e non invasiva, ma preziosa per la diagnosi di alcune patologie quali glaucoma, maculopatie, neuropatie anteriori e altre.

Perché è fondamentale non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista

Il nostro apparato visivo cresce, evolve ed invecchia insieme a noi. Un’evoluzione che è fatta di scadenze ben precise, che spesso si accompagnano con difficoltà visive e patologie caratterizzanti le diverse tappe della vita. Se in età pediatrica è importante monitorare l’andamento della funzione visiva e verificare l’insorgenza di eventuali patologie (lo strabismo, l’occhio pigro) o difetti visivi, i 40 anni rappresentano l’appuntamento tipico con la presbiopia, e, analogamente, l’età matura porta spesso con sé la cataratta. Ma non solo: stili di vita, abitudini, familiarità con determinate patologie possono aggiungere ulteriori tasselli al “puzzle” che compone, anno dopo anno, l’andamento della nostra salute visiva.

La visita oculistica ha l’obiettivo di dare le giuste attenzioni all’apparato visivo

Da queste brevi considerazioni – ed ora che abbiamo chiarito in cosa consiste la visita oculistica – si evince chiaramente che pensare di recarsi dall’oculista per “misurare la vista” è quanto mai riduttivo. Si tratta, al contrario, di dare le giuste e dovute attenzioni ad un delicatissimo e preziosissimo insieme di strutture che ci garantiscono giorno dopo giorno un dono dal quale difficilmente saremmo disposti a prescindere: quello di poter apprezzare il mondo in tutta la sua straordinaria bellezza.

Mancare all’appuntamento con l’oculista può favorire l’avanzamento di alcune patologie

Infine, alcune patologie oculari rimangono silenti ed apparentemente asintomatiche (il glaucoma ne è un esempio) sino a quando il danno che riescono ad arrecare alle strutture oculari diviene indelebile e difficile da riparare. Non effettuare una visita oculistica può voler dire, a volte, lasciare ad una patologia tutto il tempo per avanzare e peggiorare inesorabilmente.

Visita oculistica a Milano: il Centro Ambrosiano Oftalmico ha a cuore la tua salute visiva

Alla luce di quando detto sopra, il consiglio è quello di affidarsi ad uno specialista che ci accompagni nel tempo nel mantenimento della salute visiva. In questo senso – e per chi cerchi una clinica dove prenotare una visita oculistica a Milano – il Centro Ambrosiano Oftalmico è da anni presente nel capoluogo lombardo con un team di oculisti pronti ad affiancare il paziente con costanza, professionalità, disponibilità e cortesia. L’obiettivo è quello di intraprendere assieme un percorso virtuoso fatto di prevenzione, di diagnosi e di trattamento delle patologie oculari.

Vuoi saperne di più?

Vuoi conoscere prenotare una visita oculistica a Milano? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Saremo lieti di fare la tua conoscenza.

Blefarocalasi: come risolverla?

La blefarocalasi è un problema oculare che si ripercuote negativamente sia sull’aspetto estetico di chi ne è affetto sia, talvolta, sulla sua capacità visiva. Si tratta, come il nome stesso suggerisce, di un rilassamento cutaneo della palpebra superiore o inferiore. Ma quali sono le cause di questo disturbo? Chi colpisce maggiormente? E soprattutto, come risolvere la blefarocalasi? Rispondiamo assieme a queste domande.

Perché la blefarocalasi ha conseguenze sul piano estetico e sul piano funzionale?

La blefarocalasi è un rilassamento del tessuto palpebrale che si verifica quando, con l’andare del tempo, la pelle perde elasticità a causa dell’abbassamento dei livelli di collagene in essa naturalmente presente. In generale, si tratta di un fenomeno che tende a fare la sua comparsa intorno ai 40-50 anni. Può interessare la palpebra superiore o inferiore, ed essere monolaterale oppure bilaterale. Come accennato in apertura, qualora si tratti di una blefarocalasi superiore, le conseguenze del disturbo non si manifestano solamente sul piano estetico, ma anche su quello funzionale. Com’è facile intuire, infatti, una palpebra superiore interessata da un’importante perdita di tono tenderà a coprire la pupilla, rendendo la visione sempre più difficoltosa. A quel punto intervenire per risolvere il disturbo non è più un’opzione, ma diviene una necessità.

Come risolvere la blefarocalasi?

La blefarocalasi è spesso il risultato dell’avanzare dell’età e della perdita di tono della cute. Ma non solo: può anche presentarsi come conseguenza di uno stile di vita frenetico e stressante, orientato all’eccessiva sedentarietà, alle poche ore di sonno e ad un regime alimentare poco sano o, ancora, essere il risultato di una semplice predisposizione personale. Ad ogni modo, trattandosi di un disturbo meccanico e non patologico, la blefarocalasi non si risolve con i trattamenti farmacologici. L’unica via da intraprendere per risolvere la blefarocalasi in modo definitivo, tornando ad uno sguardo fresco ed una capacità visiva ottimale, è quella chirurgica. La procedura prende il nome di intervento di blefaroplastica.

Che cos’è l’intervento di blefaroplastica

L’intervento di blefaroplastica è una procedura chirurgica mininvasiva capace di portare vantaggi su più fronti a chi vi si sottopone. Dura pochi minuti e si esegue previa somministrazione di un anestetico locale. I punti di sutura sono sottilissimi e, una volta rimossi, non lasciano alcun tipo di cicatrice. Lo stesso recupero post operatorio è di breve durata e non presenta criticità particolari.

I vantaggi dell’intervento di blefaroplastica

I vantaggi della blefaroplastica interessano l’ambito estetico e quello funzionale. Elenchiamoli:

  • è un intervento minimamente invasivo: la cute in eccesso si può rimuovere tradizionalmente con il bisturi, ma anche con l’ausilio di specifici strumenti laser;
  • rimuovendo la cute in eccesso, si può rimodellare l’aspetto delle palpebre in accordo con le proprie esigenze e con le proprie aspettative, tenendo conto della morfologia e delle proporzioni del viso;
  • consente di correggere anche una vasta gamma di inestetismi dell’area perioculare restituendo uno sguardo fresco ed armonioso: l’orientamento della coda dell’occhio, gli occhi apparentemente troppo piccoli, le sopracciglia troppo basse, le borse sotto gli occhi e le occhiaie (queste ultime due nel caso di una blefaroplastica inferiore);
  • consente di rimuovere eventuali accumuli adiposi;
  • non lascia alcuna cicatrice visibile;
  • consente di recuperare una capacità visiva ottimale, laddove questa sia compromessa dalla blefarocalasi.

Vuoi saperne di più?

Presso CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione una divisione oculoplastica specializzata nel trattamento dei disturbi dell’area perioculare di indole tanto estetica quanto funzionale. Per prenotare un appuntamento chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Coronavirus e occhi: intervista al Dott. Lucio Buratto

coronavirus e occhi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il virus Sars-Cov2, noto anche come Covid19, ha influito marcatamente sulle esistenze di tutti noi, portando dolore nelle nostre famiglie e modificando abitudini e stili di vita,  segnando in modo indelebile il nostro vissuto ed il nostro futuro. Qual è il legame tra coronavirus e occhi? Fino a che punto, quindi, i nostri occhi possono rappresentare una via di accesso al virus? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Dottore, anzitutto può spiegarci che cos’è il Covid19?

Il Covid19 è un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus. Il nome Coronavirus deriva dalla loro forma, che ricorda appunto quella di una corona. Si tratta di virus che colpiscono l’apparato respiratorio: lo stesso raffreddore appartiene alla famiglia dei coronavirus. Altri coronavirus sono presenti solamente nel mondo animale ma, come avvenuto nel caso del Covid19, talvolta possono mutare ed infettare anche l’uomo. Il Covid19 si caratterizza per una maggiore carica virale, che significa che è molto contagioso, e può causare sintomi respiratori anche di una certa gravità.

Coronavirus e occhi: il contagio avviene anche attraverso gli occhi?

Sì. La congiuntiva è una delle vie preferenziali che il virus usa per accedere all’organismo. Avrete sicuramente sentito parlare in questi mesi delle droplets, ovvero di tutte le secrezioni respiratorie che ciascuno di noi emette anche solo nell’atto del semplice parlare. Ed ancor più quando si starnutisce e tossisce. Si tratta di un aerosol che viaggia nell’aria e va a posarsi facilmente sull’epitelio congiuntivale umano. Ecco perché è davvero fondamentale mantenere una distanza interpersonale di un metro / un metro e mezzo ed evitare di toccarsi gli occhi prima di aver lavato e igienizzato bene le mani.

I portatori di lenti a contatto sono maggiormente esposti al contagio?

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il virus riesca a sopravvivere per diverse ore al di fuori dell’organismo umano: e nonostante siano ancora in corso studi sulla sopravvivenza del virus sui materiali che tipicamente compongono le lenti a contatto, è consigliato adottare alcune precauzioni. Tra queste, l’igiene costante ed attenta delle mani prima e dopo aver messo e tolto le lenti, l’uso di lenti usa e getta, il mantenimento della corretta distanza interpersonale.

Per quanto riguarda l’uso degli occhiali, invece?

Anche chi usa gli occhiali dovrebbe prestare molta attenzione all’igiene tanto degli occhiali stessi quanto, naturalmente, delle mani. Il virus, ove presente nell’ambiente, può infatti depositarsi sulla superficie degli occhiali. Toglierli e lavarli frequentemente con sapone neutro (facendo attenzione a non rovinare le lenti) è sicuramente una buona abitudine. A questa si associano tutte le altre che già conosciamo, come l’igiene delle mani e l’attenzione a non portare le mani alla bocca, al naso e agli occhi.

A proposito di coronavirus e occhi, è vero che la congiuntivite è un sintomo del Covid?

Nonostante, come detto, la congiuntiva sia una delle vie d’accesso più facili per il virus, alcuni studi condotti dall’Accademia Americana di Oftalmologia hanno dimostrato che il Covid19 causa congiuntivite solo nel 1-3% dei casi. Di fatto, e salvo rare eccezioni, il Covid19 è una patologia non produttiva, cioè non produce secrezioni o lacrimazione. Al contrario, è una patologia di tipo secco. Ad ogni modo, in presenza di sintomi oculari poco chiari, è sempre bene consultare l’oculista. 

Il Centro Ambrosiano Oftalmico e la sicurezza

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è sempre aperto, nel pieno rispetto delle misure anti Covid. Il centro, inoltre, è la prima clinica oculistica italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Global Safe Site Excellence contro il Covid19 da parte dell’autorevole Bureau Veritas. La certificazione sancisce il pieno rispetto delle norme del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alla prevenzione dal coronavirus e risponde alle raccomandazioni delle più importanti Società Oftalmologiche nazionali ed internazionali, insieme a quelle della Organizzazione Mondiale della Sanità.

GLOBAL SAFE SITE EXCELLENCE - COVID-19 - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, garantisce l’adozione delle migliori misure preventive di pulizia, igiene, sanificazione e controllo di tutti gli ambienti e tutte le superfici contro la diffusione del coronavirus. Tutto lo staff, inoltre, è stato valutato in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del virus. In questo modo siamo in grado di fornire ai nostri pazienti un percorso sanitario realmente sicuro.

Hai altre domande sulla salute dei tuoi occhi? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica?

Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Global Safe Site Excellence: CAMO è il primo centro oftalmico in Italia

GLOBAL SAFE SITE EXCELLENCE - COVID-19 Bureau Veritas - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è il primo centro oftalmico in Italia ad ottenere la certificazione Global Safe Site Excellence per Covid-19 da parte di Bureau Veritas. Questo importantissimo riconoscimento è frutto dell’impegno dello staff CAMO per garantire ai nostri pazienti la totale sicurezza durante tutto il percorso di cura.

La certificazione Global Safe Site

Bureau Veritas ha certificato CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico come Global Safe Site Excellence, per aver garantito l’adozione delle specifiche misure preventive, di pulizia, igiene, sanificazione e controllo di tutti gli ambienti e le superfici contro la diffusione del coronavirus. CAMO, così, assicura la tutela della salute dei pazienti e di tutto lo staff.

Global Safe Site Excellence in dettaglio

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è la prima clinica oftalmica italiana ad ottenere il riconoscimento. In particolare, la certificazione riconosce l’applicazione delle buone pratiche di prevenzione e test di superficie del Covid-19.

In dettaglio, l’adozione di queste pratiche è conforme alle norme del Ministero della Salute, a quelle dell’Istituto Superiore di Sanità, alle raccomandazioni e linee guida oftalmologiche delle Società Scientifiche Nazionali ed Internazionali e a quelle della Organizzazione Mondiale della Sanità per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2.

Sono state fatte le analisi per verificare l’assenza del virus da tutti gli strumenti e le superfici della clinica, insieme alla valutazione oggettiva di disinfezione, pulizia e igiene. Successivamente, Bureau Veritas ha effettuato la valutazione del personale in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del Coronavirus.

Per la sicurezza di pazienti e staff

La certificazione di Global Safe Site Excellence conferma l’impegno che CAMO, sin dall’inizio della pandemia da coronavirus, ha dimostrato nei confronti della salute di tutti.

Da marzo 2020, infatti, abbiamo realizzato un rigoroso protocollo di sicurezza per di garantire la massima tutela della salute dei nostri pazienti e dei nostri collaboratori.

Coronavirus: noi ci tamponiamo

Dall’autunno 2020, inoltre, medici e collaboratori di centralino, reception e amministrazione effettuano periodici tamponi rapidi antigenici, come ulteriore misura di sicurezza contro il Covid-19. Il Centro Ambrosiano Oftalmico è operativo ed in totale sicurezza.

Contattaci

Per maggiori informazioni, contattaci allo 02 636 1191.

Operazione di cataratta: è boom

Si sente spesso parlare di operazione di cataratta e del fatto che sono sempre di più le persone che vi si sottopongono. Anche tra parenti ed amici. In cosa consiste l’intervento? E perché in tanti lo scelgono? Spieghiamo dunque perché l’intervento di cataratta è così vantaggioso, quali sono le sue caratteristiche e quali i parametri valutare per orientarsi nella scelta della struttura sanitaria alla quale affidarsi.

L’operazione di cataratta: perché oggi è routine

Prima di spiegare meglio cos’è l’intervento di cataratta e perché sono così tante le persone che scelgono di eseguirlo, una premessa è d’obbligo. L’aumento della durata di vita media che ha caratterizzato gli ultimi decenni è il risultato del complessivo miglioramento della qualità dell’esistenza dell’individuo. Alla base di questo salto di qualità vi sono diversi fattori. Tra questi, i progressi in ambito sanitario, alimentare e nutrizionale, dei comfort e della tecnologia. La conseguenza è l’esigenza di mantenere uno stile di vita qualitativamente ottimale sino in tarda età. Non a caso, la terza età è vista oggi come una seconda giovinezza. In questo contesto, l’intervento di cataratta è uno dei trattamenti maggiormente richiesti nell’ottica di conservare una buona capacità visiva per tutta la durata della propria vita.

In cosa consiste l’intervento e perché è vantaggioso?

L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale. Tale sostituzione si rende necessaria quando il cristallino naturale si opacizza, proprio come accadrebbe al vetro di una vecchia finestra. Una condizione frequente, che colpisce spesso le persone in età matura ed avanzata. L’intervento dura pochi minuti e non è doloroso.

L’operazione di cataratta presenta i seguenti vantaggi:

  • consente di recuperare un’ottimale capacità visiva con riferimento alle forme, ai colori, ai contorni delle cose;
  • permette di correggere anche eventuali difetti visivi (perché il cristallino artificiale è una lente intraoculare che può essere dotata, ove necessario e qualora lo si desideri, di potere diottrico);
  • offre la possibilità di mantenere la propria autonomia personale sino a tarda età (occuparsi di sé stessi e della propria abitazione, guidare, uscire di casa, praticare degli hobby).

Operazione di cataratta, come scegliere?

Quando ci si trova di fronte all’esigenza di sottoporsi ad un intervento, dubbi e domande non mancano. Il desiderio comune, tuttavia, è quello di trovare il medico o la struttura sanitaria su cui sentire di poter riporre la propria piena fiducia. Tra gli elementi che possono essere da guida nella scelta della struttura più adatta alle proprie esigenze, troviamo:

  • l’accoglienza sempre cortese, la disponibilità al dialogo ed il senso di empatia trasmesso dal team di lavoro della struttura prescelta;
  • la certezza che di affidarsi a professionisti preparati, competenti ed esperti nel campo della chirurgia della cataratta;
  • i tempi di attesa ragionevoli e se possibile brevi, onde non dover attendere troppo tra il primo ed il secondo intervento;
  • la certezza di essere seguiti con attenzione durante tutto l’iter terapeutico, senza doversi sentire solamente “un numero”;
  • l’evidenza che tecniche e tecnologie messe in campo sono le migliori del momento;
  • la possibilità, nel caso si tratti di una struttura privata, di poter finanziare l’intervento, concedendosi un trattamento d’eccellenza senza gravare troppo sul bilancio della famiglia.

A proposito di tecniche e tecnologie. Parola d’ordine, eccellenza

La tecnica di ultima generazione per quanto riguarda la chirurgia della cataratta prende oggi il nome di femtocataratta. Questo termine fa riferimento al fatto che nel corso dell’intervento si usa un laser di ultima generazione che si sostituisce totalmente al bisturi.: il laser a femtosecondi. Grazie questo laser, la piccola incisione eseguita sulla superficie per accedere al cristallino è eseguita senza strumenti taglienti, è molto più precisa, pulita, sicura e controllabile. A patto, naturalmente, che il laser si trovi nelle mani di un professionista di grande e comprovata esperienza. Oggi il laser a femtosecondi è disponibile solo in alcuni centri d’eccellenza sul territorio. Analogamente, nei migliori centri d’eccellenza è altresì possibile scegliere lenti intraoculari su misura rispetto alle proprie esigenze visive. Le lenti intraoculari non sono infatti tutte uguali e sono concepite per incontrare le necessità di una vasta gamma di pazienti: si avranno dunque lenti ad alto apporto tecnologico, monofocali, multifocali o toriche, a seconda del difetto visivo che si intende risolvere e delle aspettative specifiche del paziente.

Vuoi saperne di più?

In CAMO abbiamo messo a punto una visita oculistica specialistica per chi desidera sottoporsi all’operazione di cataratta. Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Cheratocono: sintomi, cura, prevenzione

Il cheratocono è una patologia oculare poco conosciuta e piuttosto imprevedibile. La sua imprevedibilità, inoltre, risiede nel fatto che la patologia può esordire “in sordina”, a tal punto che chi ne è affetto tende spesso a confonderla con un peggioramento dei propri difetti visivi ed in particolare dell’astigmatismo. Questo equivoco offre alla patologia tutto il tempo per avanzare e peggiorare, andando a provocare danni anche di una certa importanza. Dunque, a proposito di cheratocono, sintomi, cura e prevenzione sono 3 argomenti su cui conviene essere informati.

Che cos’è il cheratocono

Il cheratocono è una patologia che colpisce la cornea, la porzione anteriore del nostro occhio. La cornea è composta da fibre di collagene, disposte in modo da dar vita ad una membrana dall’aspetto uniforme, regolare, perfettamente concavo ed assolutamente trasparente. Nel cheratocono, le fibre di collagene tendono a deformarsi ed a subire uno sfiancamento verso l’esterno. Il risultato è che la cornea a sua volta perde in regolarità, in forma, in spessore ed in trasparenza. Di conseguenza, i raggi luminosi faticano sempre più ad oltrepassarla e la funzione visiva diviene difficoltosa mano a mano che la patologia avanza. 

Cheratocono: sintomi ed avvisaglie

A proposito di cheratocono, sintomi ed avvisaglie non sono facili da elencare in quanto, come detto in apertura, la patologia esordisce spesso in modo subdolo ed il paziente tende a confonderla con un semplice abbassamento della sua capacità visiva. Sfortunatamente, molte persone si rendono conto di avere un problema oculare quando oramai la patologia è conclamata. Va da sé che, come sempre accade in medicina, la parola d’ordine è ancora una volta prevenzione.

Recarsi dall’oculista con cadenza regolare, anche in assenza di sintomi particolari, è il primo passo per diagnosticare non solo il cheratocono, ma qualunque altra patologia oculare in modo tempestivo. Un discorso, questo, che vale in particolar modo per il glaucoma, ma anche per la cataratta.

Una curiosità sul cheratocono

Chi ha una cornea particolarmente fragile e delicata può andare incontro a cheratocono semplicemente sfregandosi gli occhi di frequente. Un soggetto con una cornea molto delicata ed una storia clinica di allergie persistenti o non opportunamente trattate, che tende quindi a sfregarsi sovente gli occhi, sarà maggiormente predisposto ad ammalarsi di cheratocono.

In generale, tuttavia, i sintomi che possono indicare un cheratocono sono i seguenti:

  • fotofobia;
  • difficoltà visiva ed affaticamento oculare;
  • iperlacrimazione;
  • dolore oculare;
  • cefalee;
  • arrossamento oculare;
  • visione doppia o offuscata.

Come si cura il cheratocono?

Le cure per il cheratocono sono diverse e spaziano da trattamenti mini invasivi sino a procedure chirurgiche vere e proprie, in accordo con lo stadio evolutivo della patologia.

Cheratocono lieve o medio

Qualora la patologia sia ancora in una fase d’esordio e non abbia prodotto gravi danni sulla cornea, è possibile intervenire con un trattamento chiamato cross-linking corneale. Questo trattamento include una serie di tecniche volte a somministrare in modo topico riboflavina (vitamina B2) sulla cornea. La riboflavina è una vitamina fotosensibile che ripristina e rinforza i ponti di legame tra le fibre di collagene, irrobustendo la cornea e limitandone lo sfiancamento verso l’esterno.

Un’altra opzione di trattamento è data dagli anelli intracorneali, dei piccoli anellini realizzati in un materiale plastico perfettamente biocompatibile che, inseriti nella cornea, le offrono l’opportuno sostegno, prevenendo l’avanzamento della patologia

Cheratocono avanzato

Se la patologia ha già innescato esiti difficilmente riparabili, sarà opportuno invece ricorrere ad un trapianto di cornea. Il trapianto può essere parziale o totale, a seconda del grado di gravità della patologia. Nel primo caso è sufficiente sostituire solamente una porzione di cornea (cheratoplastica lamellare), nel secondo caso invece si procede al trapianto dell’intera membrana (cheratoplastica perforante).

Altre opportunità di trattamento del cheratocono

Un’altra interessante opportunità di trattamento del cheratocono è data dai cristallini artificiali. Si tratta di piccolissime lenti intraoculari proposte solitamente a pazienti con cheratocono stabile ed un’età superiore ai 50 anni. In questo caso si andrà a sostituire il cristallino naturale con una lente intraoculare fachica, risolvendo contestualmente le difficoltà visive dovute al cheratocono, come la miopia indotta dalla patologia, la cataratta ove presente e persino altri difetti visivi. E non solo: qualora il paziente non sia affetto da cataratta, potrà comunque contare sul fatto che non svilupperà più la patologia.

Vuoi saperne di più?

Hai notato un peggioramento delle tue capacità visive e desideri sottoporti ad una visita oculistica specialistica in CAMO? Saremo lieti di prenderci cura della tua salute oculare, e di rispondere ad ogni tuo dubbio sul cheratocono (sintomi e cure) così come su altre patologie oculari. Ti aspettiamo!

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Domande frequenti sulla blefaroplastica

La blefaroplastica è un intervento capace di regalare indubbi benefici tanto sul fronte pratico quanto su quello estetico. Le blefarocalasi della palpebra superiore ed inferiore, infatti, non solo generano gonfiori ed accumuli di adipe fastidiosi ed esteticamente non sempre gradevoli, ma possono anche compromettere il buon andamento della funzione visiva. Tuttavia, come sempre accade quando ci si appresta a sottoporsi ad un intervento chirurgico del tutto nuovo, dubbi e domande non mancano. Cerchiamo dunque di mettere un po’ d’ordine e di rispondere alle domande più frequenti sulla blefaroplastica.

A che età è possibile sottoporsi ad un intervento di blefaroplastica?

Non c’è un’età specifica per affrontare una blefaroplastica, perché questo genere di intervento risponde con efficacia ad una gamma di esigenze differenti che possono presentarsi in momenti diversi della vita. Per esempio, è possibile ricorrervi in giovane età per correggere un difetto congenito, oppure in età matura per correggere un inestetismo causato dall’avanzare del tempo.

La blefaroplastica corregge anche altri inestetismi come rughe, borse e gonfiori? 

Sì. Grazie alla blefaroplastica è possibile restituire uno sguardo fresco e giovane intervenendo su più fronti. Difatti, durante la correzione del rilassamento delle palpebre è altresì possibile rimuovere eventuali accumuli di tessuto in eccesso, così come accumuli adiposi. Di conseguenza, anche il gonfiore periorbitale si riduce notevolmente. 

Anche agli oculisti capita di consigliare un intervento di blefaroplastica. Come mai?

La perdita di tono delle palpebre porta con sé una serie di conseguenze che possono esercitare un impatto negativo non solo sull’aspetto estetico di chi ne è affetto, ma anche sul fronte della funzionalità visiva. Per esempio, la blefarocalasi superiore, laddove importante, può arrivare a coprire parzialmente o totalmente la pupilla, riducendo anche drasticamente l’ampiezza del campo visivo. Nel caso della blefarocalasi inferiore, invece, questa può compromettere la buona lubrificazione oculare, innescando una serie di sintomi tra cui secchezza oculare persistente, bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo. 

L’intervento può avere conseguenze negative sulla vista?

Assolutamente no. Al contrario, come spiegato, un intervento di blefaroplastica può cooperare al miglioramento dell’andamento della funzione visiva. Peraltro, si ricordi che la blefaroplastica non interviene mai sull’occhio, ma solamente sulle palpebre. 

La blefaroplastica è consigliabile anche nel caso di difetti congeniti?

Certamente sì. Grazie ad un intervento di blefaroplastica, è possibile correggere l’estetica dello sguardo anche in presenza di difetti congeniti. Tra questi citiamo eventuali asimmetrie, ptosi, occhi spioventi o altri. Analogamente, la blefaroplastica può rivelarsi di grande aiuto nel caso di problemi di origine traumatica.

L’intervento presenta controindicazioni per chi è diabetico o iperteso?

L’intervento di blefaroplastica non presenta particolari controindicazioni, dunque anche chi è diabetico o iperteso lo può affrontare con serenità.

Cosa succede dopo l’intervento di blefaroplastica?

La guarigione completa dopo un intervento di blefaroplastica si ottiene nel giro di una decina di giorni, durante i quali consigliamo di dormire con il capo leggermente sollevato, di non usare make up né indossare lenti a contatto. Dopo la rimozione dei punti, è possibile tornare alle proprie consuete attività quotidiane. Per quanto riguarda l’esposizione ai raggi solari, invece, consigliamo di soprassedere per alcune settimane, al fine di favorire una perfetta ed invisibile cicatrizzazione. 

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è attiva una divisione di Oculoplastica, dedicata interamente alla chirurgia oftalmica delle palpebre, dell’orbita e delle vie lacrimali. Per prenotare una visita è possibile chiamare dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

L’intervento di cataratta fa bene agli occhi e alla mente

Avere una capacità visiva ottimale fino a tarda età è un’esigenza certamente pratica. Vedere bene aiuta ad orientarsi correttamente nello spazio, a preservare la propria autonomia, a continuare ad occuparsi delle proprie faccende domestiche ed a coltivare i propri interessi. Ma c’è anche molto di più. Perché, come confermato da alcune ricerche scientifiche, la cataratta va di pari passo con un aumento del rischio di compromissione delle capacità cognitive. Curare la propria salute oculare è quindi fondamentale, anche sottoponendosi all’intervento di cataratta, ove necessario.

Che cos’è la cataratta e in cosa consiste l’intervento di cataratta

Prima di affrontare il tema del legame tra avanzamento della cataratta e declino delle facoltà cognitive, spendiamo due parole su questa patologia oculare così comune, a beneficio di chi ancora non abbia ben chiaro che cosa sia la cataratta.

La cataratta è una progressiva opacizzazione del cristallino, la minuscola lente naturale situata all’interno del nostro occhio. La sua opacizzazione è del tutto naturale ed inevitabile: si tratta, infatti, di una patologia causata solitamente dall’avanzare dell’età, che si manifesta spesso in concomitanza con una serie di fattori di rischio ben definiti. Tra questi il fumo, la vita sedentaria, un’alimentazione poco varia e talvolta poco sana. Sfortunatamente, la cataratta peggiora con l’avanzare del tempo, portando ad una drastica riduzione della capacità visiva. E dal momento che non esiste alcuna terapia farmacologica per arrestarne la progressione o migliorare la sintomatologia, l’unica opportunità di trattamento è l’intervento di cataratta. 

L’intervento di cataratta consiste nell’asportazione del cristallino naturale opacizzato e nella sua sostituzione con una lente intraoculare nuova, perfettamente trasparente e biocompatibile. La procedura si esegue in regime ambulatoriale o di day surgery, previa somministrazione di un collirio anestetico, con l’ausilio di moderni strumenti laser e ad ultrasuoni, ad altissima precisione e minimamente invasivi.

L’intervento di cataratta presenta innumerevoli vantaggi:

  • è totalmente risolutivo, pertanto la cataratta non potrà più ripresentarsi (il cristallino artificiale non va incontro ad opacizzazione);
  • è pressoché privo di controindicazioni;
  • non è doloroso e dura pochi minuti;
  • consente di recuperare una capacità visiva ottimale ed anzi, di correggere anche eventuali difetti visivi preesistenti;
  • offre un livello di sicurezza e di igiene elevatissimo;
  • ha un decorso post operatorio rapido e non doloroso, ben sopportabile anche dai pazienti in età particolarmente avanzata. 

La cataratta come fattore di rischio per il declino delle capacità cognitive

Secondo i risultati di una ricerca scientifica, essere affetti da cataratta senile sarebbe un fattore di rischio per l’insorgenza di disturbi cognitivi. Nel corso della ricerca, è stato preso in esame l’andamento cognitivo di un gruppo di anziani prima e dopo la chirurgia della cataratta. Analogamente, gli studiosi hanno monitorato lo stato di salute cognitiva di un secondo gruppo di anziani, che invece non si era sottoposto all’intervento.

Secondo i risultati, il declino cognitivo dei soggetti che si erano sottoposti all’intervento di cataratta era significativamente minore – di fatto equiparabile a quello di un soggetto sano – rispetto a quelli che invece non avevano affrontato l’intervento.

Come si spiega questo risultato? Secondo gli studiosi, la progressione della cataratta innesca una serie di conseguenze negative a cascata, che si ripercuotono a livello cognitivo. Tra queste citiamo la difficoltà motoria, l’isolamento sociale, la difficoltà nello svolgere anche le più piccole mansioni domestiche, la depressione.

In questo senso, l’intervento di cataratta rappresenta dunque una terapia preventiva capace di migliorare drasticamente la capacità visiva dell’anziano regalandogli al contempo una longevità cognitiva e, di riflesso, una vita qualitativamente migliore sul lungo periodo.

Leggi anche: occhi sani, cervello in forma. Lo conferma la scienza.

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