Mangiare sushi fa bene alla vista!

sushi

Per gli amanti del piatto giapponese più famoso del mondo, questa è proprio una splendida notizia: il sushi fa bene, tra le altre cose, anche alla vista! Il pesce crudo infatti, soprattutto tonno e salmone, è ricco di Omega3, un grasso essenziale che il nostro corpo non produce naturalmente, ma che si è rivelato fondamentale per la prevenzione di diverse patologie, tra cui la degenerazione maculare senile e la secchezza oculare.

A confermarlo è uno studio portato avanti dal medico oculista londinese David Allamby, i cui risultati non stupiscono in realtà la comunità scientifica: “Sappiamo quanto il pesce faccia bene alla salute in generale – ha commentato il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico – per cui non mi sorprende che il sushi dia un apporto positivo in questo senso. Assumere Omega 3 aiuta inoltre gli occhi, nello specifico le ghiandole di Meibonio che si trovano sotto le palpebre, a produrre quella sostanza oleosa che forma il film lacrimale e permette la corretta lubrificazione e idratazioni degli occhi, scongiurando così l’insorgenza dell’occhio secco”.

Un recente studio ha affermato che le donne che mangiano pesce solo una volta la settimana soffrono maggiormente di secchezza oculare rispetto alle donne che assumono questo alimento due o più volte alla settimana.

In un perfetto stato di salute, gli Omega3 e gli Omega6 (anche questi grassi essenziali, che si trovano invece nell’olio extra vergine di oliva, nei semi, nella carne, nella soia e nei cibi a base di soia) sarebbero perfettamente bilanciati. Ma a causa del diffondersi dei cibi da fast food, elaborati od industriali, mediamente le persone assumono più Omega6 di Omega3, in un rapporto di 16 a 1. Questo può portare a degli scompensi nel nostro organismo, per cui è fondamentale ristabilire l’equilibrio introducendo più Omega3.

Ovviamente prima di assumere integratori o cambiare la dieta è utile consultare il proprio medico.

Per chi è vegetariano, una buona alternativa potrebbe essere costituita dall’olio di semi di lino, la fonte vegetale più ricca in assoluto di Omega3.

Per chi invece ama il pesce crudo, da oggi potrà gustarsi questa prelibatezza con la consapevolezza di star facendo bene al palato e anche alla vista, prevenendo importanti patologie della retina, la secchezza oculare ma anche il peggioramento della vista e della miopia!

Per chi volesse approfondire il tema dell’alimentazione legata alla cura della vista, consigliamo di consultare la nostra sezione del Magazine dedicata e di leggere l’ultimo libro del Dottor Lucio Buratto “Occhio e Ricette per la vista” (Fge Editore).

 

 

Laser: vero e falso sulla chirurgia refrattiva

occhio

Sulla chirurgia refrattiva, vale a dire gli interventi Laser utili per eliminare difetti refrattivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, girano spesso falsi miti e informazioni errate che possono confondere, se non spaventare, chi è interessato a sottoporsi a questo tipo di chirurgia. Con l’aiuto del dottor Lucio Buratto, Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

  1. Dopo l’intervento Laser il difetto può ritornare.

Falso. L’intervento laser per correggere la miopia è definitivo, ma va eseguito quando la miopia è stabilizzata. L’età in cui si stabilizza il difetto può variare, per questo è fondamentale fare una visita refrattiva approfondita nel corso della quale il medico potrà confermare o meno l’idoneità all’intervento. 

  1. Nello stesso intervento Laser per correggere la miopia, si possono correggere anche difetti associati come astigmatismo e ipermetropia.

Vero. Questi difetti, una volta trattati, saranno corretti per sempre.  Nel caso di difetti di grande  entità a volte può essere necessario fare un ritocco alcune settimane dopo l’intervento principale.

  1. Con l’intervento Laser vedrò meglio da vicino ma peggiorerò la vista da lontano.

Falso. Con il laser si possono correggere tutti i tipi di difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo), purché non siano troppo elevati, in modo efficace e sicuro e non si perde la vista o tantomeno si sviluppa un difetto refrattivo prima inesistente.

  1. Con l’intervento Laser si corre il rischio di rimanere ciechi.

Falso. L’operazione con il laser è un’operazione sicura. Sono più di vent’anni che i difetti refrattivi vengono corretti con il laser e la tecnica è stata continuamente e progressivamente migliorata riducendo i potenziali rischi. Ad oggi, sono stati operati più di 60 milioni di persone nel mondo. Come in qualsiasi intervento chirurgico, c’è un minimo rischio, per esempio il rischio di infezione, ma per quanto riguarda il laser tale complicazione è estremamente rara.
Abbastanza frequente è invece una temporanea secchezza oculare che solitamente si risolve nel giro di 2-3 mesi e qualche altro disturbo minore che solitamente spiega il medico in sede di visita.

  1. Dopo l’intervento, ci vogliono settimane prima di poter guidare e usare il pc.

Falso. Se l’intervento è realizzato con la tecnica Lasik, il paziente può riprendere già il giorno dopo le sue attività quotidiane, come leggere, usare il pc e persino guidare. Ciò perché la ferita è piccolissima e guarisce in poche ore. La Lasik è la tecnica più utilizzata al mondo per la correzione dei difetti visivi, comporta un rapido recupero visivo e anche una veloce guarigione, priva di particolari disturbi per il paziente.

Nei casi in cui invece viene impiegata la tecnica Prk, gli occhi impiegano almeno 4-5 giorni (ma non settimane!) per guarire dal trattamento laser, perché la ferita è superficiale e ampia, circa 8,0 mm di diametro.

  1. Tutti coloro che hanno difetti refrattivi si possono operare con il Laser

Falso. Non tutti sono idonei all’intervento Laser. Molti fattori concorrono a rendere l’occhio di un paziente operabile o meno: l’età, la stabilità del difetto visivo, la salute oculare generale, per citarne alcuni. Per questo è fondamentale sottoporsi a un’accurata visita refrattiva fatta da un medico oculista esperto in chirurgia refrattiva, nel corso della quale saranno svolti esami accurati per stabilire se il paziente può operarsi e indicare la tecnica migliore.

  1. La miopia elevata non si può operare

Falso. La miopia fino a 7 diottrie circa si corregge con il laser; oltre questo valore, fino a 15-16 diottrie, può comunque essere corretta con tecniche diverse ed ugualmente efficaci. In questo caso si impianta un cristallino artificiale, cioè una piccola lente che è inserita all’interno dell’occhio.
L’intervento è indolore e il recupero visivo avviene in tempi molto brevi (2-3 giorni).

  1. La miopia si può prevenire

Falso. Se la miopia è ereditaria, si può fare ben poco per prevenirla. Negli altri casi può insorgere più avanti nel tempo ma non si può comunque prevenire la sua comparsa.

Si può evitare certamente il peggioramento cercando di compiere attività a distanze diverse, non solo ravvicinate, e privilegiare, soprattutto da piccoli, quando la vista è in fase di sviluppo e deve ancora stabilizzarsi, attività all’aperto che contribuiscano a sviluppare la visione da lontano.

Non esistono cure definitive per la miopia: ad oggi l’unica alternativa per ridurla o eliminarla è rappresentata dalla chirurgia refrattiva, tramite l’impiego di tecniche laser o l’impianto di cristallini artificiali. Da qualche tempo si sta sperimentando l’uso di atropina, normalmente utilizzata per dilatare le pupille e che ha dimostrato in alcuni casi di poter contrastare il progredire della miopia. Ma siamo ancora alle fasi sperimentali e ci vorranno ancora altri studi per confermare la validità di questa terapia che comunque non è priva di inconvenienti.

  1. Se il paziente muove gli occhi durante l’intervento, possono insorgere complicazioni.

Falso. Grazie al sistema eye tracker, il laser segue i movimenti dell’occhio: se questo si muove troppo il laser si interrompe, mentre in caso di piccoli spostamenti, il laser prosegue il lavoro senza errori, in quanto è sincronizzato con l’occhio.

  1. Con il laser a femtosecondi non si utilizzano più lame per effettuare l’intervento

Vero. Fino a pochi anni fa, nella Lasik, per creare lo “sportello” nella cornea idoneo ad applicare il laser ad eccimeri per la correzione del difetto, si utilizzavano lame, come il microcheratomo (ad oggi ancora impiegato in alcune cliniche).  Oggi, nei centri di eccellenza, si utilizza invece il laser a femtosecondi una tecnologia di ultima generazione che è in grado di emettere raggi di luce coerente in tempi incredibilmente brevi (miliardesimi di secondo) in aree estremamente piccole ed è dotato di energia molto elevata, in grado cioè di trasformare il tessuto in gas. Il Laser a femtosecondi è sostanzialmente un raggio di luce che taglia al posto di una lama metallica, con maggior precisione e in completa sicurezza.

  1. La LASIK è la tecnica di correzione dei difetti visivi più usata al mondo

Vero. La LASIK è la procedura più utilizzata al mondo quando si desidera correggere la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia leggeri e medi.

I vantaggi del trattamento LASIK:

  • L’operazione è eseguita in anestesia topica, con solo gocce di collirio;
  • Si effettua in regime ambulatoriale, pertanto non è necessario il ricovero;
  • È indolore;
  • Non richiede l’uso di strumenti taglienti;
  • Non è necessario bendare l’occhio;
  • Ha tempi di guarigione e recupero sono molto rapidi;
  • Assenza di dolore post-operatorio.

Per maggiori informazioni e per chiarire eventuali dubbi, potete contattare il Centro Ambrosiano Oftalmico allo 026361191 oppure scrivere a visite@camospa.it.

 

Foto by Laitr Keiows

Miopia: un’epidemia inarrestabile. In Cina si sperimentano classi trasparenti e lezioni all’aria aperta.

classe trasparente

Una delle classi trasparenti sperimentate in Cina per valutare se la maggiore esposizione alla luce può prevenire la miopia.

L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha definito “un’epidemia inarrestabile” la grave diffusione della miopia in tutto il mondo e ha riunito un gruppo di esperti per analizzare i dati allarmanti e preparare immediatamente nuove linee guida per arginare “l’epidemia” che sta trasformandosi in una pandemia.

Si prevede infatti che nel prossimo decennio il numero delle persone miopi salirà a circa 2,5 miliardi nel mondo. E come è noto la miopia elevata aumenta il rischio di problemi oculari come il distacco di retina, il glaucoma e la degenerazione maculare.

Cina e Stati Uniti i più miopi.  La miopia è il difetto refrattivo più diffuso al mondo. Si stima una prevalenza del 35% tra tutti i giovani adulti degli Stati Uniti con un incremento del 70% circa, negli ultimi 30 anni. Nella popolazione asiatica la percentuale di miopi è ancora più elevata:  su uno studio svolto su 4.700 ragazzi di Pechino, l’80% è risultato affetto da miopia. Cifre simili si hanno in Singapore e Taiwan. A Seoul, uno studio su 24.000 ragazzi fatto nel 2012 ha rilevato che praticamente tutti erano miopi.

La luce è la chiave di tutto? Ricercatori della Sun Yat-sen University nella città cinese di Guangzou, studiando l’effetto della luce sugli animali, sono arrivati a una conclusione interessante: la luce, quando colpisce gli occhi, attiva un neurotrasmettitore chiamato dopamina che rilascia sostanze che prevengono l’allungamento dell’occhio, allungamento che causa appunto la miopia. Perciò per affrontare il problema tra le prime indicazioni è quella di stare più tempo all’aria aperta, sotto la luce del sole, per prevenire l’insorgenza di questo difetto.

A  questo scopo, in una scuola di Yangjiang, è stata realizzata una classe particolare, i cui muri sono realizzati in plastica semitrasparente, per far entrare la luce.

Anche l’Europa colpita dall’epidemia.  Secondo un corposo studio effettuato dall’European Eye Epidemiology (E3) Consortium, anche da noi  la prevalenza di miopia raggiunge e supera ormai il 30%. Le analisi per categorie di età hanno rivelato una elevata prevalenza nei giovani adulti (48% nei soggetti di età 25-29 anni).

L’incremento sembra, almeno in parte, legato alla durata del ciclo di studi (quindi allo sforzo della lettura).

Colpa del “troppo” studio?  L’uso sempre maggiore di strumenti che portano a leggere da vicino per molto tempo (tablet, pc, smartphone) limitando di fatto le attività svolte all’aperto, sembra essere una delle ragioni che condizionato questo aumento di miopia tra i giovani.

Va detto che la miopia è causata da diversi fattori, anche genetici, per cui oggi  è difficile affermare con certezza quale degli enormi cambiamenti avvenuti in Europa dopo la guerra potrebbe essere responsabile.

L’atropina può aiutare? Sul piano clinico, per arginare questo aumento della miopia, non esistono al momento terapie efficaci.Si è parlato per molto tempo dell’impiego di atropina, normalmente utilizzata per dilatare le pupille, ma in grado anche di contrastare il progredire della miopia. Ma  oggi è usata alla tipica concentrazione dell’1% e ciò comporta diversi effetti collaterali, come la sensibilità alla luce o la difficoltà di mettere a fuoco da vicino. Alcuni studi svolti in Singapore e Taiwan, somministrando dosi inferiori di atropina, hanno dimostrato la riduzione della progressione della miopia nel 50-60% dei casi. E senza effetti collaterali. Studi più corposi partiranno a breve in Giappone e in Europa.

Conseguenze sanitarie ed economiche. L’aumento della miopia comporta implicazioni cliniche ed economiche. Saranno necessari ulteriori servizi per trattare le complicanze più pericolose, come il distacco di retina, il glaucoma e la cataratta. La crescente prevalenza di miopia implica anche che le complicazioni non trattabili, come la maculopatia miopica, più comunemente osservata nella miopia elevata, diventeranno più comuni.

Questo si tradurrà in maggiori deficit visivi nelle persone di mezza età e negli anziani, compresa una buona parte della popolazione in età lavorativa, con conseguenti implicazioni economiche.

La vera domanda è: esiste ancora la possibilità di cambiare il nostro futuro e il futuro dei nostri figli rallentando il progressivo incremento dell’incidenza e della prevalenza della miopia?  O quanto meno raggiungendo più lentamente quel preoccupante traguardo previsto ed ipotizzato di 2,5 miliardi di miopi fra 10 anni?

 

 

 

Usiamo troppo il telefonino. A rischio la vista, soprattutto nei bambini.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 Un terzo della giornata lo passiamo con il telefonino in mano. E gli occhi attaccati allo schermo. Secondo un recente studio della Lancaster University pubblicato sulla rivista Plos One, passiamo più di 5 ore al giorno e lo controlliamo ben 85 volte nell’arco della giornata!  Ma la cosa, se possibile, ancora più scioccante, è che non ce ne accorgiamo.

Si tratta al momento di uno studio di piccole proporzioni, condotto su alcune decine di persone con un’età compresa tra i 18 e i 33 anni, ma i risultati sono senza dubbio significativi.

Questo distacco tra vita reale e normale, infatti, non mette a rischio solo le nostre relazioni sociali, ma anche la nostra vista!

“Oltre a nuocere ai rapporti interpersonali – ha commentato il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico – passare così tanto tempo davanti allo schermo di uno smartphone o strumenti elettronici simili può essere nocivo per i nostri occhi. E a rischiare di più sono coloro che iniziano a usare questi device troppo presto, i bambini e i giovani in generale. Se fino a poco tempo fa il problema erano le troppe ore passate davanti alla tv a guardare cartoni animati o giocare ai videogiochi, perché ciò limitava la loro capacità di relazionarsi con il mondo esterno, oggi si aggiunge un’altra problematica: i device elettronici, il cui abuso oltre a peggiorare i rapporti interpersonali può comportare seri danni alla vista dei bambini”.

Il problema infatti è proprio l’abuso. L’American Academy od Pediatrics ha recentemente affermato che l’esposizione a device come ipad e telefonini non nuocerebbe ai bambini sotto i due anni, cambiando di fatto la propria posizione che fino a qualche anno fa si esprimeva in senso contrario, raccomandando un divieto assoluto per i bambini fino a 24 mesi di esporsi a questi device (e dopo i due anni solo per massimo due ore al giorno). Oggi queste linee guida sono cambiate, per stare al passo con i tempi e anche perché, come spiegano esponenti dell’associazione, i device di oggi sono più adatti a un giovane pubblico, con app dedicate e in certi casi anche didattiche.

“Il problema però non sono i contenuti – ribadisce il dottor Buratto – ma l’esposizione eccessiva e in posizione errata, che può comportare seri danni alla vista”.

Quattro bambini su dieci, che usano abitualmente device elettronici, rischiano infatti di sviluppare la miopia. Utilizzando così spesso gli smartphone, a distanza ravvicinata (spesso al di sotto dei raccomandati 30 centimetri) i bambini sviluppano molto bene la vista da vicino a discapito di quella per lontano, forzando di fatto l’occhio a comportarsi da miopie.  Questo rischio aumenta anche considerando quanto poco i bambini giochino o passino tempo all’aria aperta, attività fondamentale per sviluppare la vista da lontano.

In Asia, dove il fenomeno è molto più evidente e l’incidenza della miopia tocca in alcuni casi l’80% della popolazione giovane, si stanno sperimentando diverse tecniche per permettere di sviluppare la vista da lontano: classi con pareti trasparenti e lezioni svolte all’aperto, per esempio.

“Non è corretto stigmatizzare gli smartphone – prosegue il dottor Buratto – il problema non è il telefonino, ma l’uso, o forse sarebbe più corretto parlare di abuso, che se ne fa. Siamo diventati troppo dipendenti da questo apparecchio che non serve più solo a telefonare ma ci permette di stare connessi 24 ore su 24 con tutto il mondo. Un’opportunità che affascina tutti, soprattutto i più piccoli, molti dei quali non sperimentano più osperimentano troppo poco il gioco vero, quello all’aperto, quello che li mette in relazione con gli altri bambini, ma preferiscono isolarsi e relazionarsi con questi mezzi elettronici. Basterebbe limitare l’uso durante la giornata e soprattutto tenere lo smartphone a distanza “di sicurezza”, vale a dire a 30 centimetri dal volto. Questa regola vale per qualsiasi device, anche i monitor dei pc”.

Foto by tinkerbrad 

VideoCatarattaRefrattiva, il più importante congresso italiano sulla chirurgia refrattiva

Lo staff del Centro Ambrosiano Oftalmico al Congresso di VideoCatarattaRefrattiva

Lo staff del Centro Ambrosiano Oftalmico al Congresso di VideoCatarattaRefrattiva

Si è conclusa da pochi giorni la 37esima edizione del Congresso Internazionale di chirurgia della cataratta e della refrattiva, un appuntamento annuale che coinvolge centinaia di oculisti da tutto il mondo con collegamenti di live surgery con importanti cliniche internazionali. Il congresso è un’idea del dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico che organizza ogni anno questo evento che da un lato, diffonde e discute sulle novità in campo chirurgia e dall’altra rappresenta una preziosa occasione di aggiornamento scientifico per i medici oculisti, italiani e stranieri.

Per questa edizione, il congresso ha effettuato collegamenti di chirurgia in diretta con la clinica Al Watany Eye Hospital de Il Cairo, la Eye Clinic Svjetlost di Zagabria, il Medical Park Goztepe di Istanbul e la Oculus Eye Clinic di Bucarest. Collegamenti in diretta sono stati fatti anche con il Centro Ambrosiano Oftalmico con un intervento di live surgery svolto dal dottor Buratto.

Collegamento di "Live surgery" con la Oculus Eye Clinic di Bucarest (Romania)

Collegamento in “Live surgery” con la Oculus Eye Clinic di Bucarest (Romania)

“Collegare in breve tempo più centri consente un impareggiabile concentrato di accostamenti con cui impostare e affrontare la propria casistica chirurgica – ha commentato il Dottor Buratto – La presentazione e discussione di casi complessi riguardo alle strategie chirurgiche da adottare rimane un tema rilevante nell’individualizzazione della chirurgia”.

I laser a femtosecondi sono l’asse portante della chirurgia refrattiva, e si stanno espandendo anche nel campo della chirurgia di elezione riparativa.

Il Congresso come sempre ha messo a confronto i risultati raggiunti dalla scuola oculistica italiana con quelle di tutti gli altri Paesi. Questo consente di valutare le nuove frontiere della microchirurgia in un ambito disciplinare, quello della chirurgia della cataratta, che è estremamente delicato e dove l’apporto della ricerca italiana è determinante.

La sala gremita con oltre 600 oculisti provenienti da tutto il mondo

La sala gremita con oltre 600 oculisti provenienti da tutto il mondo

 

I NUMERI

In Italia si operano ogni anno 500 mila pazienti di cataratta e circa 150 mila sono i pazienti che si sottopongono a tecniche laser per la correzione di miopia, astigmatismo ed ipermetropia. Si comprende quindi quale sia il valore della chirurgia oftalmica per il benessere non solo visivo della popolazione.

In Italia si contano oltre 20 milioni di persone che hanno un problema visivo:

12 milioni sono miopi

5 milioni ipermetropi

3 milioni astigmatici

inoltre, circa 25 milioni sono presbiti, cioè devono usare occhiali per vedere da vicino e leggere. E secondo recenti studi epidemiologici i difetti rifrattivi sono in aumento, soprattutto tra i giovani.

 

Miopia: perché è il difetto più diffuso al mondo?

E’ il difetto più diffuso al mondo, ne soffrono oltre 12 milioni di persone in Italia e il loro numero è destinato crescere. Parliamo della miopia, il difetto per cui si vede bene da vicino ma male da lontano.

miopia

I fattori che causano la miopia sono diversi: genetici, ambientali, razziali, endocrini ..  Però i due fattori principali responsabili dell’insorgenza della miopia sono sicuramente il fattore ereditario e quello ambientale, uno dei quali è  l’attività visiva da vicino. 
Negli ultimi anni, una delle cause che si aggiungono all’insorgenza della miopia è sicuramente l’uso massiccio dei dispositivi elettronici, cresciuto a livello esponenziale negli ultimi tempi: le persone leggono sempre di più a distanza ravvicinata, sviluppando molto bene la vista da vicino a discapito di quella da lontano, che viene sollecitata molto meno rispetto al passato.

A rischiare sono soprattutto i bambini, abituati fin da piccoli a usare questi apparecchi elettronici: 4 su 10 avranno qualche diottria in meno nel giro di dieci anni.

E non sono pochi quelli che passano più tempo davanti al telefonino rispetto a giocare all’aria aperta, un’attività fondamentale per sviluppare la vista da lontano. Recenti studi, svolti in Asia, hanno dimostrato che a parità di ore di studio, le classi di studenti che trascorrevano più tempo all’aria aperta avevano meno componenti miopi.
E’ tutta colpa dei telefonini e dei pc quindi? Certo che no!
Il problema risiede semmai nel loro uso: se se ne abusa e non si rispetta la distanza di sicurezza, a lungo andare guardare i monitor di smartphone o pc può comportare problemi alla vista. La distanza di lettura ideale, ad esempio, è tra i 30 e i 35 cm, poco rispettata dagli studenti e da chi usa dispositivi elettronici.

Chi fissa per molto tempo uno schermo, per esempio, riduce la capacità naturale di ‘ammiccamento’ (lo sbattere degli occhi) una funzione che aiuta a mantenere l’umidità dell’occhio. In questo modo aumentano la stanchezza e la secchezza oculare.
” Questo difetto della vista è in crescita ovunque – ha affermato il dottor Lucio Buratto, fondatore del Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano – in alcuni Paesi dell’Asia siamo arrivati all’80% dei giovani colpiti.

Un fenomeno, quello asiatico, estremo, di cui ancora non conosciamo le cause precise.
Alle nostre latitudini non si raggiungeranno mai, fortunatamente, queste percentuali”.
Un’altra motivazione risiede allo sfruttamento della vista: oggi usiamo gli occhi molte più ore al giorno rispetto al passato, sottoponendo la nostra vista a uno stress notevole.
Se a questo si aggiunge il fatto che una buona parte della popolazione studia tra i 6 e i 20 anni di età, quindi leggendo libri o schermi a distanza ravvicinata, si può spiegare più facilmente l’aumento della miopia a livello mondiale.
I dati lo confermano: secondo un recente studio, pubblicato su ‘Ophtalmology’, oltre la metà delle persone tra 25 e 29 anni, in Europa, ha problemi di diottrie. E da una generazione a quella successiva i miopi aumentano.
L’aumento della miopia può rappresentare un problema di sanità pubblica – ha concluso il dottor Buratto – considerando che anche i problemi oculari legati a questo disturbo rischiano di
moltiplicarsi: dal glaucoma alla cataratta fino alla degenerazione della retina”.

Grazie ai progressi nella chirurgia refrattiva, oggi la miopia si può correggere. A seconda dell’entità del difetto visivo, esistono diverse soluzioni per eliminare questo difetto, a tutte le età.

 

Foto by Camera Eye Photography